Una comunità che cresce insieme alle bambine e ai bambini
Il progetto Bambin3 in Circolo nasce da una consapevolezza semplice, ma essenziale: oggi più che mai c’è bisogno di spazi in cui le famiglie possano sentirsi accolte, ascoltate, riconosciute. Spazi dove i bambini e le bambine possano esplorare, giocare, crescere liberi da giudizi e stereotipi. In un tempo che tende a separare, isolare e semplificare le complessità educative, abbiamo sentito l’urgenza di fare qualcosa di concreto. E di farlo nei luoghi a noi più vicini: i circoli Arci.
I nostri circoli sono da sempre case della socialità e della partecipazione. Scegliere di portare questo progetto proprio lì non è stato solo naturale: è stato un atto politico. Abbiamo voluto che quei luoghi, spesso frequentati da adulti, fossero anche spazi pieni di voci bambine, di relazioni familiari, di nuove energie. Costruire spazi adatti all’infanzia, liberi da stereotipi e pieni di possibilità, significa rendere più vivibili, inclusivi e democratici anche gli spazi degli adulti. È un investimento collettivo sulla qualità della convivenza. Come ricorda il pedagogista Francesco Tonucci, “una città a misura di bambini è una città migliore per tutti”.
Nel corso del progetto abbiamo attrezzato sei circoli con arredi, libri, giochi, creando angoli dove sostare, leggere, inventare storie. Abbiamo organizzato laboratori creativi, teatrali, musicali, momenti di lettura e gioco libero. Abbiamo coinvolto oltre 300 bambin3 e più di 50 genitori in percorsi condivisi, in cui si è parlato di affetti, emozioni, stereotipi di genere, modelli educativi. Lo abbiamo fatto con professionalità e leggerezza, con il supporto di educatori, artiste, esperte di letteratura per l’infanzia. Lo abbiamo fatto ascoltando le storie delle persone, accogliendo le loro domande, condividendo le fatiche quotidiane della genitorialità.
Ma soprattutto, Bambin3 in Circolo ci ha insegnato qualcosa di profondo: che c’è una grande sete di relazioni autentiche. Che le famiglie hanno bisogno di luoghi non giudicanti in cui tornare a imparare a confrontarsi, a sentirsi parte di una rete. Che educare è un gesto collettivo. E che quando un circolo si apre davvero alla comunità, può diventare un presidio educativo insostituibile.
Il progetto è stato anche per noi, come associazione, un’occasione per crescere. Per rimettere al centro la nostra vocazione all’educazione popolare. Per imparare a comunicare meglio, a raccontare il valore di ciò che facciamo. In questo percorso, la collaborazione con professionisti della comunicazione sociale è stata preziosa: ci ha aiutati a tradurre in immagini e parole la ricchezza delle esperienze vissute, e ci accompagnerà anche nei progetti futuri.
Sappiamo bene che un progetto da solo non basta a cambiare le cose. Ma lascia tracce. Resta nei racconti di una persona che si sente accolta, nell sorriso dei volontari e delle volontarie del circolo, nei libri lasciati in un angolo lettura. Resta nella consapevolezza che è possibile – e doveroso – costruire luoghi più inclusivi, più giusti, più umani. E resta soprattutto in una rete di persone che si è incontrata, che ha condiviso il tempo, che ha imparato a camminare insieme.
Desideriamo ringraziare l’Otto per Mille della Chiesa Valdese per la fiducia e l’opportunità che ci ha offerto. Questo progetto non sarebbe stato possibile senza il suo sostegno concreto e il suo impegno a favore di percorsi educativi inclusivi, liberi e radicati nei territori.
Bambin3 in circolo è stato il primo passo di un cammino che vogliamo proseguire. Con lo stesso entusiasmo, con più strumenti, e con la certezza che ne i nostri circoli si può fare comunità davvero. Una comunità che educa, che ascolta, che cresce insieme.

