Solidarietà
Attivarci per i bambini di Tutto il Mondo
Mozambico. Centri aperti per i bambini di strada
I bambini di strada di Maputo e Beira hanno in media dieci anni, si nutrono
di ciò che trovano, non frequentano una scuola, non godono di alcuna
cura medica. Vivono grazie ai piccoli commerci più o meno legali, all’accattonaggio,
ma anche prostituendosi, spesso contribuendo così al sostentamento
della famiglia che abita in un “caniço” (capanna) delle
grandi e dense periferie urbane. Per loro la Croce Rossa mozambicana ha realizzato,
nel 1990, durante la guerra civile, i Centri Aperti: il Centro di Boa Esperança
a Maputo e il Centro Tinotenda a Beira. Alla fine del conflitto, la situazione
dei bambini di strada non è migliorata. Al contrario, per svariate
ragioni, continua a peggiorare. L’Arci, fin dal 1996, sostiene l’attività di
questi Centri.
Il Mozambico, posto sulla costa sud orientale dell’Africa, colonia portoghese
dalla fine del 1400, diventa indipendente il 25 luglio 1975. Una data che segna
la fine del colonialismo ma anche l’inizio di una feroce guerra civile
che si concluderà nel 1992 con gli accordi di pace, firmati a Roma e
di cui quest’anno, il 4 ottobre, ricorre il decennale. Con una popolazione
di quasi 20 milioni di abitanti, distribuita su un territorio grande due volte
e mezzo l’Italia, secondo la classifica compilata dalla Banca Mondiale
il Mozambico è uno dei Paesi più poveri del mondo. Due terzi
della popolazione vive con 0,50 euro al giorno, dovendo spesso fare i conti
con disastri naturali (severe siccità o inondazioni) e con l’emergenza
Aids. Secondo dati UnAids, più di 1.300.000 persone risultano infettate
dal virus Hiv e si stima che 700 lo contraggano ogni giorno.
Il Centro “Boa Esperança”di Maputo è una realtà conosciuta
e consolidata nel quartiere, dove i bambini arrivano attraverso il “passaparola”.
In questo momento sono 150 a frequentarlo, fino ai 18 anni, e di loro si occupano
1 direttrice e 4 educatori. Qui, al ritorno dalla scuola, ricevono un pasto
caldo e possono frequentare laboratori di artigianato, falegnameria e cucito.
I ragazzi dormono la notte in famiglie sostitute, che si offrono di ospitarli
fino al momento in cui non è stata raggiunta la famiglia d’origine.
La direttrice visita personalmente entrambe per accertarne le reali condizioni
di vita e necessità. Nel Centro una piccola stanza è riservata
per le “emergenze”: albergano, per brevi periodi, 2 bambini, appena
questi arrivano e, se si trovano in condizioni di estremo bisogno, si fornisce
loro assistenza medica e psicologica.
Il Centro “Tinotenda” di Beira in questo momento si prende cura
di 84 ragazzi tra i 4 e i 19 anni, che arrivano al Centro anche da altri distretti,
spesso distanti. Qui l’alloggio è garantito per 75 di loro, mentre
9 frequentano un collegio fuori città e ritornano al Centro nei week-end.
Alcuni ragazzi sono arrivati durante la guerra, e non si hanno più notizie
dei genitori, 35 ragazzi hanno famiglie troppo povere per mantenerli e 15 sono
orfani. Il lavoro del Centro, dove operano 6 educatori e 1 direttore, è anche
quello di permettere la scolarizzazione, fare ricerche per localizzare le famiglie,
accertarne le condizioni di vita e accompagnare la reintegrazione dei bambini.
I Centri sono stati creati e sono gestiti dalla Croce Rossa mozambicana. Fondata
il 10 luglio 1981, riconosciuta dal Governo del Mozambico e dal Comitato internazionale
della Croce Rossa, è membro della Federazione Internazionale della Croce
Rossa e del Crescente Rosso. Conta circa 70000 membri e 4 000 volontari. Dopo
la fine della guerra, la CVM ha funzionato non solo come agenzia distributrice
di beni di prima necessità, ma anche con programmi di riabilitazione
e sostegno psicologico quale, ad esempio, Brincar Curando (Giocare curando),
rivolto ai bambini traumatizzati dalla guerra.
- Afghanistan. Riscostruire una comunità allo stremo e frantumata
- Balcani. Fra i profughi, le minoranze, le vittime della guerra
- Brasile. L'arte di educare per i diritti dell'infanzia
- Colombia. Sosteniamo gli "Hogares Comunitarios de Bienstar"
- Filippine. Fra le contraddizioni dello sviluppo
- Mozambico. Centri aperti per i bambini di strada
- palestina. Centro comunitario polivalente
- Perù. Bambini di strada e bambini lavoratori






