Intercultura
Un mondo in tavola
Cucina marocchina
La cucina marocchina è fortemente influenzata da quella araba a seguito
della massiccia islamizzazione del Maghreb (Algeria, Tunisia e Marocco) dopo
l’anno mille. Dalla contaminazione del popolo autoctono berbero con i
beduini arabi nasce una cucina ricca di cereali, legumi, verdure, jogurt e … carne.
>Carne ma non tutta la carne. Infatti le prescrizioni religiose sono molto
puntuali: gli animali costituiscono comunità di credenti e quindi, se è lecito
cibarsene in quanto fonti di vita, non ne è lecito lo spreco, né il
maltrattamento o l’uccisione per puro svago. E’ inoltre fatto divieto
di consumare sangue, dal che ne deriva la modalità di macellazione (sgozzamento).
E’ noto poi che la carne di maiale non è ammessa.
Il piatto tradizionale del Maghreb contiene quasi tutti gli ingredienti della
cucina: il couscous (o kousskssi). Di origine berbera, è antecedente
all’arrivo delle popolazioni arabe. Il couscous è un specie di
semolino che si ricava dai chicchi di frumento macinati piu’ o meno finemente.
Ovviamente esistono numerose versioni regionali e familiari del piatto, ma
la cottura avviene sempre a vapore, sopra una speciale casseruola che contiene
uno stufato o del brodo e variabili verdure e legumi.
Un proverbio dice “La benedizione di Dio è sul cibo preso con
le dita” Ancora oggi, infatti, una buona parte dei marocchini mangia
prendendo il cibo dal piatto comune con la mano.
Fra gli usi e costumi dal Maghreb, infine, ricordiamo il rito del tè alla
menta. Il tè fumante e dolcissimo accompagna ogni momento della giornata
e le occasioni piu’ diverse: il suo profumo è l’essenza
stessa del Maghreb ed in particolare del Marocco perché, come ricorda
un detto, “Tutto l’universo è nella teiera”.






