Solidarietà

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Colombia. Sosteniamo gli "Hogares Comunitarios de Bienstar"

Le Case comunitarie, Hogares Comunitarios de Bienestar Familiar, che si sviluppano in aree di estrema povertà urbana, sono abitazioni di donne, nelle quali esse si prendono cura di un gruppo di 13 bambini della comunità i cui genitori sono impegnati in qualche attività lavorativa e non hanno la possibilità di affidare i propri figli a strutture pubbliche o private. I bambini hanno una età che va da due a sette anni. Si tratta di una esperienza originale, un esempio della capacità di una comunità di inventarsi risposte a problemi di ogni giorno, scoprendo al proprio interno risorse spesso ignorate.
Le Hogares Comunitarios nascono nel 1987 e in poco tempo hanno conosciuto uno straordinario successo. Attraverso questa esperienza in Colombia è nato un nuovo mestiere: la madre comunitaria.
Attualmente in tutta la Colombia sono 80.000 le donne impegnate in questa attività per la quale ricevono un compenso pubblico di circa 130.000 lire al mese, somma che consente alla famiglia della madre comunitaria il soddisfacimento di bisogni fondamentali.
L’Arci sostiene l’esperienza delle 2000 madri comunitarie a Cartagena, porto sul Mare delle Antille, circa 900.000 abitanti, sede di industrie alimentari, petrolchimiche, tessili, calzaturiere. In particolare nella “Comunità 11”, periferia della capitale adiacente alla zona industriale che conta circa 48.000 abitanti di cui l’85% con un reddito mensile che non supera i 50 dollari, ove le madri comunitarie sono 140. Circa il 57% della popolazione della Comunità vive in condizioni di estremo degrado senza l’accesso ad acqua potabile non contaminata dagli scarichi delle industrie presenti nella zona, senza un sistema fognario e in presenza di una discarica con ripercussioni dirette tanto sulla situazione socio-sanitaria che sulla scolarizzazione della popolazione ed in particolare su quella infantile.
In questa area l’esperienza delle madri comunitarie non è in grado di rispondere ai nuovi problemi che si pongono in una realtà così complessa e in particolare di affrontare il problema del maltrattamento, della sua prevenzione e dell’educazione dei capi-famiglia. Proprio le famiglie più povere utilizzano il minore in attività lavorative che comportano rischi per la sua salute fisica, emotiva e sociale. Le forme più gravi in questo senso sono l’uso dei bambini per la mendicità, il traffico di sostanze stupefacenti e la prostituzione.
Il progetto realizza una serie di attività formative per le madri comunitarie costruendo anche occasioni di incontri con i genitori e con le istituzioni a livello locale e regionale. In particolare si intende realizzare una prima scuola di formazione per 50 madri comunitarie che hanno cura di 650 bambini. Una esperienza pilota che si possa replicare fra le altre madri comunitarie della comunità 11 e successivamente di Cartagena e dell’intera Colombia.
I fondi raccolti servono per l’acquisto di attrezzature e mobilio (carente nel 40% dei casi), di materiale didattico (carente nel 90% dei casi) e di materiale ludico sportivo (assente nel 100% dei casi). In concreto si tratta di acquistare sedie e tavoli di plastica per i bambini, attrezzature sportive, giochi didattici, libri, video e audio cassette.
Il progetto è stato ideato e realizzato dall’associazione per lo sviluppo urbano Convergencia di Cartagena, collettivo sociale che si pone come scopo la costruzione di una cultura democratica e solidaristica che permetta di promuovere, proporre e articolare strategie pubbliche per lo sviluppo.
La finalità di Convergencia è di contribuire alla promozione e al rafforzamento dei processi di cambiamento e sviluppo che si originano nella società civile per la modernizzazione della sfera pubblica per una società più giusta, vivibile.

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